“Non cambierò mai”.
“Sono anni che funziona così, sono fatto/fatta in questo modo e non si può fare nulla.”
Questi pensieri si affacciano spesso e volentieri alla mente delle persone che varcano la porta del mio studio, sia all’inizio che durante la terapia stessa. Accanto a essi, però, ben nascosti in un piccolo angolino si trovano anche la speranza e la curiosità di poter finalmente smentire ciò che abbiamo a lungo creduto. Tutti noi abbiamo una vocina dentro che ci sussurra: “Magari si può stare meglio, il cambiamento può essere possibile.” E, fidatevi, lo è.
Naturalmente per ognuno è differente e singolare.
Non per tutti avviene allo stesso modo, non per tutti allo stesso tempo, ma quando iniziamo a condividere i nostri nodi, queste matasse interne iniziano a srotolarsi e in alcuni casi si sciolgono fino a diventare un filo unico e semplice. Nei momenti di dubbio, quando crediamo che le nostre difficoltà siano così radicate da non poter essere modificate, serve che chi ha a lungo studiato per dipanare queste matasse abbia fiducia per entrambi. Solo così si costruisce una base solida per poter proseguire il percorso.
La fiducia, elemento fondante nella terapia e nei rapporti in generale, non è qualcosa di dovuto, ma si costruisce piano piano, un passo alla volta.
Il trovarsi di fronte a una persona sfiduciata, può raccontare molto della sua vita, del dolore che ha affrontato, degli abbandoni che può aver subito, delle cicatrici che sono rimaste troppo a lungo sulla pelle.
Che cosa possiamo fare quando ci troviamo di fronte alla sfiducia o quando, a nostra volta, siamo state proprio noi quelle persone sfiduciate? È fondamentale imparare a stare davanti e dentro quella sfiducia con rispetto, sapendo che la “magia” del cambiamento si crea nel corso della relazione, quando si esperisce qualcosa di diverso da ciò che si conosce, qualcosa di inatteso e inaspettato e quando ci si scopre diversi da come pensavamo di essere.
Dove avviene questo cambiamento?
Nella stanza della terapia, naturalmente, in cui ci si sente a casa e tutto può essere raccontato. Imparare a raccontare parti di sé di cui magari non si parlerebbe con nessuno, sapendo che nessuno ci giudicherà, ci avvicina con meno paura alle nostre profondità e ci fa pensare che magari non sono così terribili come credevamo. Nella stanza entra tutto di noi e scopriamo anche che a volte la risposta che arriva può essere sorprendente.
Questa esperienza è già il cambiamento in sé: aiuta la nostra anima a percorrere quei sentieri in cui aveva smesso di passeggiare perché troppo spaventosi.
Quando siamo pronti e ci troviamo nel momento e nello spazio giusto, il cambiamento esce dalla stanza e cammina nel mondo.
